Una prima classificazione si ha in base al metodo di produzione specifico dell'impresa.
Per produzioni discrete si usa il job costing. In questo caso la lavorazione si lavorano poche unità di produzione. Si ha un basso grado di standardizzazione ma si ha una grossa flessibilità di macchine e processi. Il metodo usato è il full costing con riparto dei costi OH in base al lavoro diretto.
Per produzioni continue si usa il process costing. In questo caso si tratta di produzione con grandi quantità. I beni sono indifferenziati ma si ha una grande rigidità delle macchine e dei processi. Le tecnologie capital intensive sono le più usate. La stategia più usata è la valutazione WIP, in cui si sommano tutte le componenti pesando sulla percentuale completata ad ogni stadio.
Per produzioni a lotti su usa l'operation costing. Si tratta di lavorazioni in cui alcuni processi sono comuni e altri specifici per ogni prodotto. I materiali sono molto rilevanti e i costi di conversione si imputano come nel process costing.
Per produzioni ottimizzate si usa il JIT costing, minimizza le scorte per ridurre il costo del capitale circolante. Si tende a rendere produzioni discrete in produzioni continue, sincronizzando le macchine per eliminare i megazzini intermedi.
Una seconda classificazione si ha in base ai valori temporali.
Si usano storici o consuntivi, in cui i costi sono rilevati a valori ex post.
Programmati o standard, i costi diretti sono rilevati ex ante in base a un livello medio di efficienza
Normalizzati, i costi diretti rilevati a valori storici, OH ripartiti a valori standard.
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